Le integrazioni al “Documento di intenti” presentato dovranno pervenire al distretto entro la metà di Settembre

Montechiarugolo (PR), 31 Luglio 2021 – Secondo appuntamento dell’anno per il Contratto di Fiume Enza che, a seguito degli studi coordinati dall’Autorità distrettuale del Fiume Po – MiTE e realizzati in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e alcuni Atenei del distretto del Grande Fiume, ha fatto tappa nel Parmense a Montechiarugolo dove, nei locali del Castello, è stato presentato alla cittadinanza, ai numerosi sindaci e amministratori locali, ai Consorzi di Bonifica, al WWF e alle associazioni dell’intero comprensorio Parmense/Reggiano quanto emerso dagli approfondimenti al fine di raccogliere utili integrazioni e possibili arricchimenti di proposte direttamente dalla comunità del territorio delle due province confinanti.

Dopo i saluti del sindaco di Montechiarugolo Daniele Friggeri il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Po Meuccio Berselli ha introdotto il focus tematico sul Torrente Enza svolto per la prima volta dal suo battesimo in presenza e la mattinata del meeting è stata suddivisa sostanzialmente in due parti: una in cui sono state evidenziate al pubblico le “valutazioni e la gestione del rischio di alluvioni nell’area presa in esame”, una seconda parte incentrata sullo stato idrologico del torrente e sui fabbisogni e valori ambientali della risorsa sotto il profilo economico, e paesaggistico e infine uno spazio dedicato alla fase più propositiva da parte degli enti partecipanti e delle associazioni presenti che hanno voluto portare la loro testimonianza frutto dell’esperienza maturata nel tempo e delle necessità prioritarie del loro comprensorio.

Il Segretario Berselli ha posto l’accento su alcune priorità: per quanto riguarda invece il comprensorio Reggiano e Reggiano/Parmense ed in particolare l’area attraversata dal torrente Enza e più in generale tutti gli affluenti Appenninici emiliani va considerato il cambiamento di clima che c’è stato negli ultimi anni e le più immediate e visibili ripercussioni sulle zone circostanti; i torrenti infatti non sono sempre uguali a loro stessi e proprio nell’ultimo periodo storico hanno mutato notevolmente il loro regime. A monte, per esempio, l’alveo è stato eroso ed è diventato di fatto un solo ramo in cui si concentra tutto il flusso delle acque, questo rende la discesa a valle delle portate molto più rapida e violenta nei suoi possibili effetti. In più le golene sono ormai più alte del piano-campagna e quindi occorre togliere una quantità superiore di materiali dalle stesse per dare maggior spazio al fiume. Andrebbero quanto prima individuate aree precise, sicuramente non urbanizzate individuate in precedenza con la fattiva collaborazione delle amministrazioni locali, dove far tracimare l’acqua in eccesso quando assolutamente necessario in modo programmato e controllato, meno impattante di quanto accada ora in emergenza, spesso distruttiva. In questo modo l’acqua che non viene contenuta nell’argine defluisce in zone in cui non possa creare danno come fatto a Lentigione.

Il Contratto di Fiume del Torrente Enza – ha evidenziato Berselli – vuole comprendere un’intesa salda che salvaguardi però tutti i Comuni e il bene comune che è il torrente. In questo serve rinnovata collaborazione proprio tra enti locali e comunità e certamente non serve che ognuno non si prenda una piccola fetta di responsabilità che oggi diventa sempre più vitale per tutte le comunità insediate. Va condiviso un percorso comune in termini di proposte, ma obbligato nelle finalità per raggiungere quota “danno minimo”, il rischio zero oggi non esiste più in territori come i nostri, molto antropizzati e cementificati all’eccesso nelle ultime decadi”.

Altro approfondimento ha riguardato la possibilità di colmare, a livello infrastrutturale e mediante azioni virtuose collettive, il gap che oggi penalizza pesantemente il fabbisogno di coloro che hanno necessità di irrigare le colture di eccellenza del comprensorio considerato, ma al contempo anche del contestuale bisogno di flusso di acqua costante nell’alveo del torrente per il mantenimento della qualità ambientale, dell’habitat e della biodiversità. “Per poter raggiungere questo traguardo bivalente – ha concluso il Segretario Berselli – servono più attività contemporanee e non differite: la riduzione delle perdite di rete, la massima ottimizzazione ed efficienza della periodica irrigazione, la realizzazione di traverse in alveo e di un invaso in grado di equilibrare definitivamente il deficit che in caso contrario resterebbe penalizzante”.

All’incontro al Castello di Montechiarugolo, coordinato dal responsabile delle Relazioni Istituzionali e Comunicazione dell’Autorità distrettuale del Fiume Po-MiTE Andrea Gavazzoli, hanno contribuito con il loro intervento sindaci, amministratori e delegati di associazioni delle due province: Claudio Riani, Comune di Monchio delle Corti; Nicola Cesari, Sorbolo-Mezzani; Ermes Boraschi, Palanzano; Fabio Ruffini, Vetto; i rappresentanti dei Comuni di Brescello, Montecchio, Canossa (con delega dell’Ente Parchi), Tizzano Val Parma; Mirella Vergnani di AIPo; presidente e direttore generale del Consorzio della Bonifica Parmense, Francesca Mantelli e Fabrizio Useri; Matteo Catellani, vice presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale; WWF Parma; Coldiretti Parma; Fipsas; Carlo Bertani dell’Associazione Amiamo l’Enza; il professor Renzo Valloni del Centro Etica Ambientale Parma e Reggio Emilia. Particolarmente dettagliato l’intervento della responsabile della Regione Emilia Romagna dei Contratti di Fiume Vittoria Montaletti che ha approfondito l’iniziale intervento della dirigente responsabile del Servizio Difesa del Suolo regionale Assessorato Ambiente Monica Guida. Ora il documento di intenti presentato sarà integrato dalle proposte territoriali entro la metà del mese di Settembre prossimo all’indirizzo: urp@adbpo.it.

 [IN ALLEGATO IL PDF CON IL DOCUMENTO D’INTENTI PER IL CONTRATTO DI FIUME VALLE DELL’ENZA; E UNA FOTO DELL’INCONTRO PRESSO IL CASTELLO DI MONTECHIARUGOLO, PR]

Comunicato Stampa 31 Luglio 2021

Documento d’intenti CdF Valle dell’Enza

incontro fiume enza