Il Tavolo Tecnico riunitosi al Comune di Legnago e auspicato dall’Autorità Distrettuale del Po ha concertato l’azione immediata e futura delle amministrazioni coinvolte per evitare da subito il fenomeno dell’abbandono e accumulo degli inquinanti nei tratti individuati
Legnago (VR) – La spiacevole vicenda dell’accumulo di abbondanti quantità di rifiuti, plastiche ed inquinanti in alcuni tratti del Canalbianco sembra aver trovato finalmente una soluzione virtuosa, soprattutto in grado di risolvere la sopravvenuta criticità sulla base di un accordo concertato tra i vari soggetti interessati.

Alcuni mesi fa, su diretta sollecitazione della cittadinanza, il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume PO Meuccio Berselli (che dopo il riordino delle vecchie Autorità di Bacino ha ora competenza sulla pianificazione idraulica anche in quest’area specifica identificata come Fissero-Tartaro-Canalbianco) aveva chiesto, dopo un sopralluogo di verifica in loco, un intervento celere alle istituzioni locali auspicando al contempo un incontro che potesse esaminare e decidere sulle azioni operative da intraprendere per porre rimedio ad un contesto ambientale in progressivo e grave peggioramento.

Nelle settimane successive, grazie all’interessamento del Comune di Legnago (VR) e della società Sistemi Territoriali SpA, i materiali plastici (che si concentravano per lo più negli sbarramenti dell’area di Legnago e, in misura più contenuta, in quella di Adria – pur riguardando un’area di provenienza di circa 40 comuni alcuni dei quali anche lombardi) furono raccolti, accatastati e successivamente destinati alla pratica di smaltimento. Ciò che occorreva era però una soluzione complessiva comune, strategica e pianificata in cui ognuno dei soggetti coinvolti potesse fare la propria parte, al fine di scongiurare il ripetersi del fenomeno di accumulo incontrollato.

Cosi, nei giorni scorsi – nei locali del Comune di Legnago – si è tenuto l’incontro del Tavolo Tecnico che ha sancito il coinvolgimento e l’impegno per la risoluzione futura del problema rilevato tra tutti i soggetti, enti locali e società preposte alla manutenzione che operano nell’asse fluviale. Fino ad oggi infatti è stato il Comune di Legnago stesso a sopperire al costo di smaltimento e Sistemi Territoriali Spa a quello della raccolta, una situazione chiaramente squilibrata in considerazione della provenienza varia degli inquinanti lungo il flusso del Canale.

Dopo l’introduzione del Sindaco di Legnago Graziano Lorenzetti, Berselli, soddisfatto per l’apertura del tavolo richiesto, ha richiamato all’esperienza simile verificatasi nel rodigino e replicabile come modello di efficienza provata, gestita dal Consorzio di Bonifica Delta del Po. E proprio in rappresentanza di questo consorzio, apprezzato è stato l’intervento del direttore Giancarlo Mantovani, che ha illustrato l’esperienza vissuta e l’accordo raggiunto nel suo territorio grazie ad una ripartizione proporzionale dei costi di raccolta e smaltimento in misura percentuale ed in adeguate proporzioni ai luoghi passaggio e di accumulo dei rifiuti nel corso del fiume Adigetto, che nasce a Badia Polesine staccandosi dall’alveo dell’Adige. Tutte le istituzioni hanno concordato all’unanimità di arrivare alla sottoscrizione dell’intesa sulla base dell’individuazione di parametri tecnico-scientifici rigorosi per l’opportuna ripartizione della spesa.

In conclusione Berselli ha proposto alcune azioni immediate: richiesta alla Regione Veneto di collaborazione operativa per l’analisi delle superfici e relativo corretto riparto degli oneri, sottoscrizione entro il 2019 della convenzione tra le amministrazioni interessate con governance affidata alla Regione Veneto (sulla base della delibera per altro già emanata per la gestione di problematiche simili). Per i comuni ricadenti in Lombardia si procederà invece con un ulteriore accordo. Le proposte sono state accolte all’unanimità dai presenti.

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